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Abbazia di Novacella: il nome della vigna

Sono un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore. Con queste parole, il 19 aprile 2005, Benedetto XVI si presentava al mondo, salendo al soglio pontificio. È indubbio, al di là della posizione personale di ciascuno nei confronti della fede, che queste parole, cariche di simbolismo religioso, comunichino con grande forza, l’importanza del vino per la Chiesa. Emblema supremo dell’eucarestia, il vino, per ragioni molto pratiche, sia di natura economica, sia legate alla necessità dell’ autosufficienza, veniva prodotto dai frati proprio in quelle vigne del signore racchiuse nei recinti di monasteri, abbazie e conventi. Dobbiamo molto a quei frati in termini di conoscenza e sviluppo dei sistemi di allevamento della vite, tecniche di vinificazione, tramandate nei secoli e che ancora oggi esistono e resistono in quei monasteri che, con grande sapienza, hanno saputo mantenere una rilevante attività agricola di cui il vino è parte integrante.

Un esempio tra i più importanti in questo senso è l’Abbazia di Novacella che può vantare una delle cantine in attività fra le più antiche al mondo. Fu fondata nel 1142 dal vescovo di Bressanone, il Beato Hartmann, e da allora il monastero è rimasto sotto la guida dei canonici agostiniani che oggi curano 22 Parrocchie e sono responsabili per il mantenimento e lo sviluppo di tutte le attività dell’Abbazia. La fondazione del monastero di Novacella risale all’anno 1142, quando i ministeriali del Capitolo di Bressanone Reginbert di Saben e la consorte Cristina misero a disposizione del vescovo i loro averi, che vantavano già svariati vigneti. A seguito di donazioni, lasciti, acquisti e permute, l’Abbazia andò impossessandosi di un cospicuo patrimonio di vigneti al punto che già nel 1177 il pontefice Alessandro III riconobbe al monastero la proprietà di terreni a vigneto situati nelle immediate vicinanze del complesso monastico.

I  vigneti si estendono dai 600 metri di quota del convento fino ai 900 m sul livello del mare. Le uve raccolte in questi terreni vengono lavorate da sempre nella cantina di proprietà dell’Abbazia. Questa zona di coltivazione che è la più settentrionale a sud delle Alpi, è terroir d’elezione per le uve a bacca bianca quali Sylvaner, Müller-Thurgau, Kerner, Grüner Veltliner, Pinot Grigio, Riesling e Gewürztraminer. I rossi dell’Abbazia di Novacella maturano invece a Bolzano ed a Cornaiano. Già all’inizio del XVII secolo il prevosto Markus Hauser aveva acquistato nella Conca di Bolzano i vigneti che ancor oggi sono di proprietà dell’Abbazia di Novacella. Una decisione di acquisto, la sua, che si dimostrò alquanto lungimirante, esattamente come l’acquisizione della tenuta Marklhof a Cornaiano all’inizio del XX secolo.

Su questi eccellenti terreni si coltivano oggi le varietà Edelvernatsch (Schiava gentile), Pinot Nero, Lagrein e il dolce Moscato Rosa. Nella Mescita dell’Abbazia è possibile degustare i vini prodotti, anche in abbinamento ad una tipica merenda tirolese, nell’enoteca invece è possibile acquistare oltre ai vini, vari prodotti della casa come grappe e distillati, succhi di mela, tisane alle erbe e cosmetici, oltre a numerosi altri prodotti provenienti essenzialmente da monasteri e abbazie di tutta Europa. Abbazia di Novacella propone tre linee di prodotti: la linea classica della Cantina dell’Abbazia di Novacella propone vini dall’eccellente rapporto qualità-prezzo, esportati in più di 40 Paesi in tutto il mondo. Nella linea Praepositus troviamo i vini fatti con le uve provenienti dai migliori vitigni e destinati a lunghi affinamenti in cantina. Infine, la linea Insolitus, lanciata nel 2020, è una sorta di laboratorio dove l’enologo Celestino Lucin, sperimentando con la sapienza del raffinato artigiano, spesso ci regala vini di grande seduzione.

Werner Waldboth e Celestino Lucin

Qualche settimana fa, sul finire del mese di marzo, a Varna, in località Novacella, Werner Waldboth e Celestino Lucin, rispettivamente direttore vendite e enologo di Abbazia di Novacella, hanno presentato due nuove preziose gemme che vanno ad arricchire la linea Praepositus, due vini con la menzione della vigna o vigna singola che dir si voglia: l’Alto Adige-Südtirol Valle Isarco DOC Sylvaner Stiftsgarten 2019 e L’Alto Adige-Südtirol DOC Pinot Nero Riserva Vigna Oberhof 2019, la terza gemma invece l’avrebbero presentata alla 55^ edizione di Vinitaly, che giusto una settimana dopo avrebbe aperto i battenti, in questo caso si trattava del Riesling Kabi per la linea Insolitus che però non ho avuto la fortuna di assaggiare a Verona.

Degustando…

Alto Adige-Südtirol Valle Isarco DOC Sylvaner Stiftsgarten 2019 nasce dal Giardino abbaziale,“Stiftsgarten”, di Novacella, dove su un terreno ricco di sedimenti glaciali sono presenti uve di Sylvaner in un vigneto che ha più di 50 anni. Posizionato a poco più di 600 metri di altitudine, ha un’esposizione ideale e naturali rese molto basse che danno vita a un vino d’incredibile eleganza e finezza. Fermentazione e maturazione avvengono per il 70% in barrique e per il 30% acciaio, segue un affinamento di due anni prima dell’imbottigliamento, dove sosta ancora 18 mesi prima della commercializzazione per un totale di 1000 bottiglie. L’assaggio di questo vino, potrebbe confermare, senza remore, che i migliori vini bianchi italiani vengono dall’Alto Adige. Olfatto di straordinaria e delicata intensità, fiori di campo, frutta bianca, agrumi. Al palato è ampio, freschezza, slancio e profondità per un vino che il tempo potrà regalare ulteriore magnificenza.

Alto Adige-Südtirol DOC Pinot Nero Riserva Vigna Oberhof 2019 nasce nel podere Marklhof di Cornaiano, dove invece trova dimora, su un terreno di depositi ghiaiosi-morenici tra i 445 e i 455 metri di altitudine, il Pinot Nero. Dopo la fermentazione alcolica in acciaio e quella malolattica in barrique, il vino matura sempre nelle piccole botti per due anni. Dopo un ulteriore affinamento di 18 mesi in bottiglia viene commercializzato per un totale di 1500. Un Pinot Nero di alto lignaggio. All’olfatto amarena, sottobosco e speziatura. Al palato è vellutato e suadente.

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