Site icon La Stanza del vino

Il mondo Pisoni tra la roccia e gli alambicchi

Incontrare la famiglia Pisoni a Pergolese, nel cuore della Valle dei Laghi, significa comprendere immediatamente che qui il vino e la distillazione non sono una semplice sommatoria di doti enologiche o scelte commerciali. Sono, al contrario, l’espressione diretta di un’intesa familiare rara, un filo teso tra generazioni che si avverte prima ancora nel garbo dell’accoglienza che nel bicchiere. La coesione tra fratelli e cugini è la vera materia prima, l’elemento palpabile che conferisce identità tanto alle bollicine di Casa Pisoni quanto ai distillati di Pisoni 1852.

La Valle dei Laghi è un territorio particolare, sospeso tra le pareti dolomitiche e l’influenza mite del Garda. Qui i vigneti si distribuiscono tra i trecento e i cinquecento metri di altitudine, accompagnati dall’Ora, il vento che risale dal lago e contribuisce a definire il clima della valle. Le escursioni termiche favoriscono il mantenimento della freschezza delle uve, una caratteristica importante per la produzione di spumanti capaci di trovare equilibrio tra maturità e tensione. In questo paesaggio alpino, con evidenti influenze mediterranee, la famiglia Pisoni ha costruito nel tempo la sua storia produttiva, dove le vicende della famiglia si sono intrecciate con la complessa storia di una terra di confine, fino a trovarvi una dimora e un rifugio.

Anche la memoria storica del luogo ha lasciato un segno concreto nell’attività aziendale. Durante gli anni più difficili della Seconda guerra mondiale, la famiglia prolungò manualmente un tunnel scavato nella roccia, utilizzato per trovare riparo dai bombardamenti. Quella galleria è diventata, negli anni successivi, il luogo in cui riposano le bottiglie di Metodo Classico. La temperatura naturalmente stabile, compresa tra i dodici e i quattordici gradi, offre condizioni favorevoli all’affinamento, mentre il lavoro segue ancora pratiche che richiedono esperienza e pazienza.

Tra queste c’è il remuage manuale. Le bottiglie, disposte sulle pupitres, vengono ruotate progressivamente per favorire la raccolta dei sedimenti verso il collo. È un’operazione che richiede precisione e regolarità, affidata a movimenti minimi ripetuti nel tempo. Anche il segno di vernice bianca sul fondo delle bottiglie, divenuto un tratto distintivo riconoscibile sulla capsula, rimanda a questa pratica e al lavoro che accompagna l’affinamento.

La storia della distilleria si sviluppa parallelamente a quella degli spumanti. Gli alambicchi in rame a bagnomaria, introdotti nel dopoguerra, appartengono a una tradizione tecnica che ha contribuito a definire l’identità di Pisoni 1852. In questo percorso ha avuto un ruolo importante Arrigo Pisoni, figura legata alla valorizzazione di alcune espressioni della cultura enologica e distillatoria trentina, dal Vino Santo alla grappa, fino al Metodo Classico.

Elio e Giuliano Pisoni

Oggi la quarta generazione, rappresentata da Andrea, Elio, Francesco e Giuliano, lavora accanto ai giovani Matteo e Simone, appartenenti alla quinta. Competenze diverse, dalla distillazione all’enologia, dalla gestione commerciale allo sviluppo dei mercati, concorrono a portare avanti l’attività.

I calici e la tavola

Il carattere dei vini Pisoni emerge con particolare chiarezza quando il Trentodoc incontra la cucina. A Malga Cavedine, davanti ai piatti di Stefano Bertoni, gli spumanti hanno accompagnato una intelligente proposta gastronomica capace di giocare con contrasti e intensità. Tra gli assaggi che non si dimenticano, le Chiocciole Felicetti ai frutti di bosco piccanti e olio all’aneto hanno offerto un confronto intrigante con la freschezza e la struttura delle bollicine.

Stefano Bertoni

Il Casa Pisoni Trentodoc Brut Nature 2021, si è distinto per precisione e pulizia espressiva. Il Brut Millesimato 2021 ha mostrato un profilo fresco ed essenziale, adatto a una tavola nella quale il vino accompagna i piatti senza sovrastarli. Un’altra dimensione si è rivelata con la nuova Riserva 2020, affinata per sessanta mesi, e con la Riserva Erminia Segalla 2016, che raggiunge gli 83 mesi sui lieviti. Qui il tempo assume un peso evidente, contribuendo a dare maggiore profondità e complessità ai vini. Se per tutte le referenze precedenti era lo chardonnay in purezza a farla da padrone, l’eleganza del pinot nero del per il Blanc de Noir 2021  ha completato la degustazione confermando l’inconfondibile stile spumantistico di Pisoni.

La famiglia Pisoni ha offerto un altro spaccato della propria produzione durante la cena a Castel Toblino. Dal Blanc de Blancs Brut S.A. al Trentodoc Pinot Bianco 2021, il percorso ha messo in luce interpretazioni differenti del territorio. Il Pinot Bianco, vitigno capace di esprimere nella Valle dei Laghi un’eleganza discreta, ha proposto una lettura diversa rispetto allo Chardonnay, mentre la Riserva 2020 ha confermato la propria versatilità anche a tavola. A chiudere magistralmente la degustazione è stato il Brut Rosé 2022, con la sua personalità e un diverso equilibrio espressivo.

Una sequenza di assaggi di grande armonia, a riprova di come il Trentodoc, quando arriva a queste vette di precisione e aderenza territoriale, ha davvero pochi rivali nella spumantistica italiana.

L’alchimia del vapore

Se il Trentodoc racconta il rapporto tra la famiglia Pisoni, la montagna e il tempo, Pisoni 1852 conduce alle origini della distilleria. Qui la grappa occupa un posto centrale, come espressione di una cultura rurale nella quale il recupero delle vinacce e la conoscenza della materia prima hanno sempre avuto un ruolo importante.

La lavorazione comincia dalla selezione delle vinacce, che arrivano in distilleria ancora fresche, subito dopo la vinificazione. Ridurre il tempo che intercorre tra la loro produzione e la distillazione permette di preservarne le caratteristiche e di limitare alterazioni indesiderate. È una fase determinante, perché la qualità del distillato comincia ben prima dell’accensione dell’alambicco.

Il cuore del processo è rappresentato dagli alambicchi in rame a bagnomaria, legati alla tradizione tecnica di Tullio Zadra e introdotti in azienda a metà del Novecento. Il riscaldamento indiretto consente di condurre la distillazione con gradualità, favorendo un’estrazione attenta delle componenti aromatiche. In questo passaggio, la tecnologia non sostituisce l’esperienza del distillatore: è la sua capacità di valutare l’evoluzione del processo a determinare la separazione delle diverse frazioni.

Le prime, dette teste, contengono componenti volatili che vengono escluse; le ultime, le code, presentano caratteristiche differenti e vengono a loro volta separate. Al centro rimane il cuore, la frazione destinata a diventare grappa. È qui che si concentra il lavoro di chi conosce l’impianto e la materia prima, interpretando le caratteristiche delle vinacce per ottenere un distillato equilibrato e riconoscibile.

Dopo la distillazione, il riposo nei serbatoi d’acciaio e la successiva diluizione con acqua contribuiscono a definire il profilo finale. Attorno alla grappa, nel corso degli anni, la famiglia ha sviluppato una gamma più ampia di distillati, mantenendo un legame con la cultura del territorio e aprendosi a nuove possibilità.

Tra le espressioni più ambiziose figura la Grappa Clessidra Stravecchia 20 Anni. Il lungo affinamento in piccole barrique di rovere francese accompagna la trasformazione del distillato, favorendo l’integrazione delle note legnose con quelle della materia prima. Frutta secca, spezie dolci e richiami tostati contribuiscono a un profilo complesso, nel quale il tempo trascorso in legno diventa parte integrante dell’identità della grappa.

Una proposta diversa è il Vermouth Valle dei Laghi, che parte da una base di vino Müller Thurgau del territorio, arricchita da artemisia e da un insieme di botaniche comprendente menta piperita, rabarbaro, genziana, china e scorza d’arancio amaro. Il risultato è un vermouth dal carattere erbaceo e balsamico, nel quale le diverse componenti vegetali contribuiscono a costruire un profilo aromatico articolato.

Il Gin 7 Laghi si inserisce invece nel mondo dei distillati contemporanei. Prodotto con il metodo London Dry nell’alambicco Zadra, affida al ginepro e alle botaniche il compito di definire un’identità legata alla valle, senza rinunciare al linguaggio di una categoria oggi presente in contesti di consumo molto diversi, dalla miscelazione alla degustazione.

Sullo sfondo resta la promessa del Whisky Rio Freddo, previsto per il Natale 2026: un assaggio già oggi folgorante, ma questa è un’altra storia che meriterà un racconto a sé. Ciò che rimane, una volta spenti i riflettori, è la sensazione di una famiglia che ha saputo fare dell’unione e del rispetto per la propria terra un’arte quotidiana, capace di imprimersi in ogni singola bottiglia, che sia un Metodo Classico affinato nella roccia o il cuore limpido di un distillato.

The World of Pisoni: Between Rock and Stills

Meeting the Pisoni family in Pergolese, at the heart of the Valle dei Laghi, makes one immediately realize that here wine and distillation are not merely a sum of oenological skills or commercial strategies. On the contrary, they represent the direct expression of a rare family harmony, a thread stretched across generations that can be felt in their warm hospitality even before tasting what is in the glass. The cohesion between brothers and cousins is the true raw material: a tangible element that gives identity both to the sparkling wines of Casa Pisoni and to the spirits of Pisoni 1852.

The Valle dei Laghi is a unique land, suspended between the jagged Alpine peaks of the Dolomites and the mild influence of Lake Garda. Here, the vineyards are distributed at altitudes between 300 and 500 meters above sea level, caressed by the Ora, the thermal wind that blows up from the lake and helps define the valley’s climate. Significant diurnal temperature variations preserve the grapes’ natural freshness, an essential characteristic for crafting sparkling wines capable of balancing maturity and tension. In this Alpine landscape imbued with Mediterranean nuances, the Pisoni family has built its production history over time, weaving family life into the complex heritage of a borderland until finding a true home and sanctuary.

The historical memory of the area has also left a concrete mark on the winery’s identity. During the hardest years of the Second World War, the family manually extended a tunnel carved into the rock to seek refuge from bombings. In the following years, that very gallery became the aging cellar for their Metodo Classico bottles. The naturally stable temperature, constantly between 12 and 14 °C, offers ideal conditions for aging, while the work still follows time-honored practices requiring patience and expertise.

Among these is manual remuage. The bottles, placed on wooden A-frame pupitres, are turned progressively to encourage sediment to collect in the neck. It is a precise and regular operation relying on subtle, repeated movements over time. Even the white paint mark on the base of the bottles—which has become a distinctive sign reproduced on the capsule—honors this tradition and the painstaking care devoted to aging.

The history of the distillery has evolved alongside that of the sparkling wines. The copper bain-marie stills introduced in the post-war period belong to a technical tradition that helped shape the identity of Pisoni 1852. Arrigo Pisoni played a pivotal role in this journey, becoming a key figure in promoting native expressions of Trentino’s wine and spirits culture, from Vino Santo and grappa to Trentodoc.

Today, the fourth generation—represented by Andrea, Elio, Francesco, and Giuliano—works side-by-side with young Matteo and Simone of the fifth generation. Diverse expertise, ranging from distillation and oenology to commercial management and business development, converges to carry the enterprise forward as one.

In the Glass and at the Table

The character of Pisoni wines reveals itself with absolute clarity when Trentodoc meets fine cuisine. At Malga Cavedine, alongside the dishes of chef Stefano Bertoni, the sparkling wines accompanied a thoughtful gastronomic proposal capable of playing with contrasts and intensity. Among the unforgettable courses, the Felicetti snails with spicy wild berries and dill oil offered a fascinating dialogue with the freshness and structure of the wines.

The Casa Pisoni Trentodoc Brut Nature 2021 stood out for its precision and purity of expression. The Brut Millesimato 2021 showed a fresh, essential profile, ideal for dining where wine seamlessly complements food without overpowering it. Another dimension unfolded with the new Riserva 2020, aged for sixty months on the lees, and the Riserva Erminia Segalla 2016, which reaches 83 months of lees aging. Here, time assumes a clear weight, adding depth and complexity. While pure Chardonnay dominated the previous cuvées, the elegance of Pinot Noir in the Blanc de Noir 2021 completed the tasting, confirming Pisoni’s unmistakable sparkling style.

The family offered another perspective on their production during a dinner at Castel Toblino. From the Blanc de Blancs Brut S.A. to the Trentodoc Pinot Bianco 2021, the lineup highlighted distinct interpretations of the terroir. Pinot Bianco, a variety capable of expressing subtle elegance in the Valle dei Laghi, presented a different reading compared to Chardonnay, while the Riserva 2020 confirmed its versatile character at the table. Closing the tasting masterfully was the Brut Rosé 2022, with its distinct personality and expressive balance.

It was a sequence of harmonious tastings, proving that when Trentodoc reaches these heights of precision and territorial authenticity, it has few rivals in Italian sparkling winemaking.

The Alchemy of Vapor

If Trentodoc recounts the relationship between the Pisoni family, the mountains, and time, Pisoni 1852 leads back to the very origins of the distillery. Here, grappa occupies a central position as an expression of rural culture where pomace recovery and intimate knowledge of the raw material have always played an essential role.

The process begins with the careful selection of grape pomace, which arrives at the distillery fresh, immediately following vinification. Minimizing the time between pressing and distillation preserves delicate aromas and prevents unwanted alterations. It is a critical stage, because the quality of the spirit begins long before the still is fired up.

The beating heart of distillation rests in the copper bain-marie stills designed in the mid-20th century according to the technical tradition of Tullio Zadra. Indirect heating allows distillation to proceed gently, favoring a meticulous extraction of aromatic compounds. Here, technology never replaces the master distiller’s intuition: his ability to read the process determines the precise separation of the fractions.

The first fractions, called “heads,” contain volatile components and are discarded; the final fractions, the “tails,” present heavier characteristics and are also separated. At the center lies “the heart,” the pure fraction destined to become Pisoni grappa. This is where the knowledge of the master distiller shines, interpreting the raw material to obtain a balanced and distinctive spirit.

Following distillation, resting in stainless steel tanks and subsequent dilution with spring water define the final profile. Around grappa, the family has developed a broader range of spirits over the years, maintaining strong roots in regional tradition while opening up to contemporary creations.

Among their most ambitious expressions is the Grappa Clessidra Stravecchia 20 Years. Long aging in small French oak barriques accompanies the evolution of the spirit, integrating woody notes with the character of the raw material. Dried fruit, sweet spices, and toasted nuances contribute to a complex profile where time spent in oak becomes an integral part of the grappa’s identity.

A different perspective is offered by Vermouth Valle dei Laghi, crafted from a base of local Müller Thurgau wine enriched with wormwood and a blend of botanicals including peppermint, rhubarb, gentian, cinchona, and bitter orange peel. The result is a botanical, herbaceous vermouth with an articulated aromatic profile.

Gin 7 Laghi enters the world of contemporary spirits. Crafted according to the London Dry method in the Zadra still, it relies on juniper and Alpine botanicals to define a local identity suited to modern mixology as well as neat tasting.

In the background lies the promise of Whisky Rio Freddo, set for release at Christmas 2026: an already stunning preview, though that is another story that will deserve a chapter of its own. What remains, once the spotlights fade, is the feeling of a family that has transformed unity and respect for their land into a daily art form—one that leaves its mark in every bottle, whether a Metodo Classico aged in the rock or the pure heart of a fine spirit.

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