Il senso di Giovanna Tantini per il Bardolino

Il senso di Giovanna Tantini per il Bardolino

Con una degustazione verticale di Bardolino, dalla 2013 alla 2020, a terminare con “La Rocca”, prima annata di Bardolino di sottozona, Giovanna Tantini ha voluto festeggiare le sue prime 20 vendemmie. Un percorso parallelo tra i suoi vini e la sua maturità di vignaiola tenace, che ha creduto nella denominazione 20 anni fa, quando molti produttori ne uscivano, e ha creato un gruppo di lavoro affiatato “perché nel vino si leggono la terra, il microclima, ma anche le persone e la loro crescita collettiva”.

A spingerla la determinazione a fare un grande Bardolino, elegante e longevo, affidandosi a chi, fuori dal territorio, potesse guardare questo vino con occhi nuovi.

“Il sogno in un cassetto, tenuto nascosto per lungo tempo si è realizzato, dopo un percorso molto lungo e difficile, ma di grande soddisfazione”. Esordisce così nel presentarsi oggi Giovanna Tantini, più di 20 anni di vigna alle spalle e una consapevolezza guadagnata non confronto con la natura e i mercati.

“Circa 20 anni fa – prosegue nel racconto Giovanna – sono partita con i vigneti che mi ha lasciato mio padre, circa 12 ettari, accantonando la mia laurea in legge per iscrivermi a un master in gestione vitivinicola. Volevo studiare per avere basi agronomiche, enologiche e di gestione aziendale. E poi ho sempre lavorato in vigna per imparare il più possibile, affiancata dai contadini da cui ho appreso i fondamentali”.

Ma per realizzare il sogno Giovanna ha capito subito di volere accanto a sé professionalità di livello e scevre da impostazioni pregresse circa i vini dell’area.

“Nel 2002 ho deciso di vinificare la mia prima vendemmia – racconta Giovanna. Ho cercato collaboratori che credessero nel mio progetto: realizzare dei grandi Bardolino e Chiaretto, denominazioni della zona del Lago di Garda. Li ho trovati in Piemonte, Federico Curtaz e Roberto Abate, e in Toscana, Attilio Pagli e Laura Zuddas. Incontri fortunati basati sull’intesa umana e sulla condivisione degli obiettivi. Così dopo varie sperimentazioni siamo riusciti a valorizzare le denominazioni tipiche dell’entroterra del Lago di Garda. Quando ho scelto di fare la vignaiola per passione 20 anni fa ho accettato una doppia sfida. Quella di lavorare con i vini di una denominazione da cui molti stavano uscendo perché non godeva di grande fama, e di produrli in modo che avessero in ogni annata un carattere e una identità che raccontasse il territorio. Con il Bardolino sono stata una delle pioniere nel dimostrare che può essere un vino fresco anche dopo un affinamento più lungo in vasca e in bottiglia, contraddistinto da una sorprendente eleganza e longevità. E lo immetto sul mercato a un anno dalla vendemmia. Una bella soddisfazione!”.

Al Bardolino e al Chiaretto, vini della denominazione di origine gardesana che subito si sono fatti notare per la loro eccellenza, si sono aggiunti Custoza Doc, Corvina Garda Doc, e poi due vini a indicazione geografica tipica Rosso Veronese, Ettore e Greta, dedicati ai suoi figli.

“L’Azienda è cresciuta negli anni in identità – commenta Giovanna – rimanendo sempre fedele alle caratteristiche dei vini che la rappresentano, non seguendo le mode del momento, perché l’artigianalità va di pari passo con il rispetto delle uve tipiche della zona. Sono una vignaiola FIVI e quindi legata alla terra e alla produzione di vino con uve proprie. In particolare amo la Corvina. Mi sono concentrata prima sul Bardolino e poi sul Chiaretto di Bardolino, il vino rosa realizzato con le stesse uve del rosso, ma con una vinificazione attenta e sempre eseguita a temperature controllate, per mantenerne freschezza e croccantezza della frutta insieme al floreale sulla base salata conferita dal terreno, dimostrando che anche questo vino rosa è godibile non solo giovanissimo. Poi è stata la volta dei due vini che portano i nomi dei miei figli Ettore e Greta, anch’essi a dominanza di Corvina e squisitamente territoriali, per i quali mi sono cimentata in scelte vendemmiali ed enologiche particolari. E ancora mi sono poi dedicata alla produzione un vino bianco, il Custoza, e infine di un rosso fresco con Corvina in purezza, il MA.GI.CO., nato per essere bevuto d’estate. Guardandomi indietro vedo il mio percorso di crescita che è andato di pari passo con quello del mio gruppo di lavoro, sempre lo stesso dall’inizio, e con quello dell’Azienda. Vedo le sfide poste da ogni annata e la bussola della ricerca della qualità che mi ha guidato per rimanere coerente con i miei obiettivi”.

Bardolino in verticale 2013-2020 – Note di degustazione di Maria Grazia Melegari

2013 Germogliamento rallentato dalle basse temperature e primavera fredda e piovosa. Gestione verde complessa. Luglio e agosto molto caldi hanno spinto le viti per arrivare alla vendemmia nei tempi canonici tra metà e fine settembre. Vino con un buon corpo già in partenza.

Carminio di buona luminosità e trasparenza con riflessi aranciati. Intenso nelle note di geléè di frutti rossi e prugna, a cui seguono ricordi di spezie dolci, tabacco e tostatura di caffè. Buona ampiezza al palato, con acidità ben percepibile e finale saporito.

2014 Annata fresca e piovosa, scarsamente soleggiata se non a ottobre. Quando abbiamo deciso di rischiare lasciando le uve a maturare per vendemmiare solo alla fine del mese. È nelle annate difficili che si possono avere grandi vini. la 2014 è una vendemmia unica nel suo genere.

Limpido e trasparentissimo, carminio con unghia aranciata appena accennata. Colpisce la finezza delle note olfattive di piccoli frutti rossi aciduli, a cui si accompagnano note speziate, poi di humus e tamarindo. Acidità in evidenza e buona persistenza in un finale che chiude lievemente tannico, su note di cassis e arancia rossa. Vino riuscitissimo in un’annata difficilissima.

2015 Annata nella norma per temperature e precipitazioni, che hanno impedito l’insorgere di stress idrici. Calda da metà giugno a metà agosto con piogge ai primi di ottobre, che non hanno inficiato lo stato fitosanitario delle uve alla vendemmia. Buoni acidità e corpo.

Luminosa trasparenza carminio con riflessi granato, intenso e complesso con note  vegetali e floreali di foglia di te e fiori blu essiccati, lavanda, poi frutti rossi, con un finale fresco e sapido su toni lievemente agrumati e si spezie dolci. Di buon corpo e persistenza

2016 Estate calda con qualche pioggia. Selezione dei grappoli impegnativa per la disomogeneità per dimensione e maturazione. Vendemmia senza particolari problemi. Un’annata longeva e che rispetta le caratteristiche del vino.

Brillante carminio trasparente, offre un ventaglio olfattivo di grande eleganza: ribes, ciliegia matura, chiodo di garofano, zest d’arancia. Palato ritmato da notevole freschezza, con allungo sapido e persistente.

2017 Fioritura breve ed estate molto calda. La protezione del grappolo con le foglie per evitare ustioni, soprattutto su Corvina, ha consentito di raccogliere uve con buona acidità. Vino molto corposo e fresco, di grande longevità.

Trasparente e luminoso carminio, all’olfatto offe intense note di spezie orientali, agrume, foglia di te, ribes, mora, ciliegia. Corposo con un buon equilibrio gustativo tra la matura  ricchezza del frutto che denota l’annata calda e una ben percepibile freschezza, accompagnata da una decisa sapidità

2018 Buona la fioritura durata circa 15 gg. Estate con temperature buone, calda, vendemmia a metà settembre. I grappoli particolarmente spargoli selezionati in questa annata hanno contribuito a realizzare un vino con buona struttura.

Carminio trasparente con riflessi granato, inizialmente un po’ chiuso al naso, poi si apre lentamente su spezie, lavanda e frutti rossi. Buona struttura e misurata freschezza, Chiusura lievemente tannica e abbastanza persistente.

2019 Estate calda, nessuna particolare difficoltà per arrivare in vendemmia a selezionare le uve, che si presentavano sane e hanno permesso di realizzare un Bardolino elegante e longevo.

Carminio luminoso con riflessi rubino, notevole eleganza e complessità olfattiva con iniziali note di piccoli frutti rossi e legno di sandalo che si amplificano in echi agrumati di arancia sanguinella e erbe aromatiche. Perfetta la coerenza gusto olfattiva nel sorso ampio che chiude persistente e saporito su fresche note mentolate.

2020 Una buona annata, senza grandi complicazioni dal punto di vista climatico. Vendemmia a metà settembre per la Corvina, con una selezione più spinta delle uve nei vigneti per la prima annata di produzione del cru “La Rocca”.

Assoluta trasparenza in un carminio pieno. Giovanile esuberanza della ciliegia  e delle spezie nelle eleganti note olfattive. Al palato offre una decisa freschezza e una chiusura lunghissima e salata.

La Rocca 2020 Bardolino doc

Prima edizione del Bardolino che porta in etichetta la sottozona, come previsto dal progetto Bardolino Cru. Prodotto con  corvina a 95%. L’80% della massa matura in vasche d’acciaio, il rimanente in tonneau da 500 l.

Rosso amaranto pieno con riflessi rubino, è intenso e sfaccettato: note floreali di lavanda e fresia, poi di piccoli frutti rossi maturi e legni orientali. Al palato è ampio e rotondo, di buon corpo e acidità, con un finale di buona persistenza, ravvivato da una fresca scia agrumata.


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