Radici e visione: la storia di Librandi oltre il vino


Ci sono figure che, attraversando il proprio tempo, ne ridefiniscono i confini. Nicodemo Librandi è stato una di queste. Un uomo di straordinaria grandezza e generosità, il cui operato ha lasciato un segno indelebile sulla Calabria vitivinicola e sull’intero tessuto culturale della regione. La sua ricerca instancabile della qualità, il recupero di vitigni autoctoni dimenticati e la capacità di coniugare memoria e sperimentazione hanno creato un modello imprenditoriale divenuto riferimento per l’enologia del Sud Italia. Ma il suo lascito va oltre: Librandi non ha solo costruito un’azienda, ha costruito un’identità.

Il vino custodisce la memoria: intreccia epoche diverse, portando nel bicchiere la voce di chi lo ha prodotto e custodito nel tempo. È il sapere trasmesso che continua a evolversi, trovando nuove espressioni. Il nostro passato è uno zaino carico di conoscenze: può essere un peso, ma anche la nostra più grande risorsa.

Hannah Arendt ci insegna che il passato non è un semplice dato, ma un’eredità che richiede di essere compresa per essere realmente nostra. Non basta conoscerlo: occorre farne esperienza critica per poterlo trasformare in risorsa. È in questo spazio tra ricordo e giudizio che si gioca la possibilità di un futuro autentico. Un principio che trova una declinazione concreta nel percorso di Paolo Librandi, figlio di Nicodemo, erede di questa visione, che ha scelto di studiare filosofia prima di dedicarsi all’azienda di famiglia.

Davide De Santis – Raffaele Librandi – Paolo Librandi

Spesso considerata distante dal mondo pratico dell’impresa, la filosofia è invece lo strumento che insegna a vedere oltre, a interrogarsi sulle sfide del presente con uno sguardo critico e aperto. Produrre vino significa anche fare cultura, dare un senso al proprio lavoro oltre il profitto. È lo stesso approccio che oggi porta le aziende più lungimiranti a cercare figure umanistiche per affrontare le grandi transizioni tecnologiche e sociali: il pensiero critico, la capacità di sintesi e il senso della storia sono risorse indispensabili per chi fa impresa nel suo significato più alto.

Un’identità radicata nel territorio

Librandi rappresenta un’eccellenza della viticoltura calabrese, con una storia che si estende per oltre un secolo e una presenza consolidata in un territorio ricco di biodiversità. Con sede a Cirò Marina e una superficie complessiva di circa 350 ettari – di cui 232 vitati – l’azienda interpreta ogni sfaccettatura della Calabria attraverso il vino.

La storia dei Librandi, tramandata di generazione in generazione, è fatta di profonda conoscenza del suolo, scelte agronomiche consapevoli e uno sguardo sempre proiettato avanti. L’adozione di tecnologie all’avanguardia e la valorizzazione di saperi antichi hanno permesso all’azienda di trasformare la passione per la terra in un successo imprenditoriale riconosciuto a livello internazionale.

Sostenibilità e ricerca: un impegno concreto

Librandi ha fatto della sostenibilità un pilastro della propria filosofia, adottando misure concrete per preservare il territorio e garantire un futuro equilibrato. La certificazione Equalitas e la pubblicazione del Bilancio di Sostenibilità – giunto alla quarta edizione – testimoniano un approccio trasparente e rigoroso. Tra le iniziative più significative:

Bug Hotel
  • Monitoraggio ambientale: attraverso il calcolo della Carbon Footprint e della Water Footprint, l’azienda lavora per ridurre le emissioni e ottimizzare le risorse idriche.
  • Biodiversità e resilienza climatica: il progetto Biopass e le pratiche agronomiche rigenerative tutelano la ricchezza biologica del suolo, rafforzando la resistenza delle viti ai cambiamenti climatici.
  • Agricoltura responsabile: tecniche come il ritardo della potatura per proteggere le viti dalle gelate tardive e l’installazione di “Bug Hotels” e casette per uccelli realizzate con materiali riciclati testimoniano un approccio creativo alla sostenibilità.
museo vi.te.s

Il futuro del vino passa dalla conoscenza della terra

Per Librandi, la qualità di un vino nasce dalla profonda comprensione del territorio. La viticoltura non è solo una pratica produttiva, ma un atto di rispetto verso la terra che la nutre. Da decenni l’azienda investe in ricerca e formazione, recuperando vitigni autoctoni e studiando il patrimonio ampelografico locale. Il giardino varietale della Tenuta Rosaneti, con oltre 2.800 viti disposte a spirale e una collezione unica di 77 varietà, è la sintesi di un metodo che valorizza il passato per costruire il futuro. Un sapere antico che, interpretato con strumenti moderni, permette di affrontare le sfide del cambiamento climatico e garantire una produzione vitivinicola all’avanguardia.

Cultura d’impresa e il progetto SudHeritage

Librandi non è solo vino, ma anche cultura. Lo dimostra la partecipazione alla rete SudHeritage, che riunisce realtà come il Museum delle Terme Caronte, dedicato alla tradizione termale, il Museo d’Impresa Rubbettino, incentrato sulla storia dell’editoria, il Museo del Bergamotto, che celebra uno degli agrumi simbolo della Calabria, e il GIAS Experience, un percorso interattivo sulla storia imprenditoriale della regione. In questo contesto, vi.te.s., lo spazio museale dell’azienda, rappresenta un tassello fondamentale nella valorizzazione del patrimonio enologico e rurale del territorio.

museo vi.te.s

Situato nell’antica residenza della tenuta Rosaneti, un edificio ottocentesco che oggi rappresenta il cuore dell’azienda, vi.te.s. è un ponte tra passato e futuro. Al suo interno, attrezzi storici, reperti e testimonianze del mondo contadino ricostruiscono la storia della viticoltura locale, arricchita dal contributo di diverse famiglie del territorio. Il percorso espositivo si snoda attorno a un antico palmento murato, conservato come simbolo di una tradizione che si evolve senza perdere le proprie radici.

museo vi.te.s

Ma vi.te.s. è anche un luogo di scoperta e sperimentazione, che accompagna il visitatore nella comprensione del presente e nella visione del futuro del vino calabrese. Il museo esplora le sfide attuali della viticoltura, dalle pratiche agronomiche innovative alle strategie per affrontare i cambiamenti climatici. Le installazioni multimediali, in continua evoluzione, offrono esperienze immersive nei vigneti e strumenti interattivi che guidano alla scoperta delle varietà e dei profumi del vino.

museo vi.te.s – sala del palmento murato

Librandi non è solo un’azienda, è un racconto che si tramanda. È la determinazione di Nicodemo e Tonino, la passione di chi è venuto dopo: Raffaele, Paolo, Francesco e Teresa. È la storia di una Calabria che guarda lontano senza dimenticare chi è.

Chi assapora un calice di mantonico, magliocco, gaglioppo o greco bianco non beve solo il frutto di una terra, ma la sua memoria più profonda, la visione di chi ha scelto di restare e costruire.

Paolo Librandi presenta ta Tenuta Rosaneti

Ad esempio a me piace la strada col verde bruciato, magari sul tardi
macchie più scure senza rugiada coi fichi d’India e le spine dei cardi
Ad esempio a me piace rubare le pere mature sui rami se ho fame
e quando bevo sono pronto a pagare l’acqua, che in quella terra è più del pane
Camminare con quel contadino Che forse fa la stessa mia strada parlare dell’uva, parlare del vino che ancora è un lusso per lui che lo fa

(Ad esempio a me piace il Sud – Rino Gaetano 1973)

Paolo Librandi presenta il museo vi.te.s

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