Un altro tempo, la stessa terra: la visione di Serra Ferdinandea


L’anima di un luogo si rivela nel modo in cui ci attraversa: lì la natura sembra parlare una lingua antica, e il paesaggio si rivela, lento, profondo, necessario. Serra Ferdinandea nasce in uno di questi luoghi, sulle colline tra Sciacca e Sambuca di Sicilia, a pochi chilometri dal mare, di fronte a un orizzonte dove aleggia ancora il ricordo dell’Isola Ferdinandea. Un’isola fantasma, emersa nel 1831 per scomparire dopo poche settimane, lasciando una scia di mistero capace di affascinare scrittori e geologi, narratori e viaggiatori.

la mappa di Serra Ferdinandea

È su questa terra intatta da secoli – mai toccata da agricoltura intensiva, pascolata e levigata dal vento – che prende forma un progetto agricolo tra i più visionari del panorama italiano. Serra Ferdinandea non è soltanto un’azienda agricola, ma un organismo vivo e polifonico, che intreccia la produzione del vino con la rigenerazione del paesaggio, il sapere contadino alla consapevolezza ecologica, il gesto agricolo alla ricerca di un’armonia profonda tra uomo e natura.

Fondata nel 2019 dalla collaborazione tra le famiglie Planeta e Oddo, Serra Ferdinandea è una realtà biodinamica dove ogni scelta è frutto di ascolto. Il suolo, la luce, il silenzio: tutto viene rispettato, osservato, valorizzato. Non si coltiva per dominare, ma per nutrire: la terra, chi la lavora, chi la abita.

I 110 ettari dell’azienda si distendono tra boschi, prati, vigne, campi di grano Perciasacchi, fichi, ceci Sultano e arnie di api nere sicule. Un paesaggio agricolo che assomiglia a un ecosistema autosufficiente, pensato per offrire, come un’antica tavola mediterranea, tutti i nutrienti necessari per vivere in equilibrio. L’agricoltura qui è gesto etico e culturale, ma anche atto spirituale: lavorare la terra significa entrare in relazione con le sue energie sottili, lasciarsi attraversare dalla sua forza primigenia.

I vigneti, 17 ettari coltivati tra i 400 e i 500 metri di altitudine, accolgono varietà autoctone e alloctone – Grillo, Nero d’Avola, Syrah, Sauvignon Blanc – che dialogano tra loro in un equilibrio mai forzato. I vini, Sicilia DOC, sono espressione di questa armonia: non cercano di stupire, ma di raccontare. Sono vini in cui la mineralità delle antiche rocce marine si unisce alla freschezza dei venti collinari e all’intensità del sole meridiano.

Ma Serra Ferdinandea è molto più di vino. È pasta, farine, legumi, miele. È una visione agricola che include il cibo come atto nutriente, come relazione tra corpo e territorio. È anche una cantina urbana, a Menfi, che si fa spazio sociale e culturale, punto d’incontro e di sperimentazione, esempio di architettura artigianale e rigenerata.

A guidare il progetto è un team under 40, competente e appassionato, formato dall’agronomo Giacomo Marrone, dall’enologo Calogero Riportella e coordinato dalla magnetica Cecilia Carbone, classe 1994, genovese d’origine e siciliana d’adozione. Presenza vitale e carismatica, in piena sintonia con le energie del luogo, Cecilia ha scelto di lasciare la città e una carriera già avviata tra musica, finanza e lingue orientali, per seguire un’intuizione profonda: che il futuro si coltiva con le mani nella terra. La sua è una scelta radicale e contemporanea, maturata in un percorso fatto di esplorazioni culturali e spirituali, che l’ha condotta a vivere in campagna, in un luogo dove la biodiversità non è solo ambientale ma anche umana.

Cecilia Carbone

Convinta che il vero cambiamento passi dalla terra, e non dalla città, si trasferisce in Sicilia, dove entra nel progetto Serra Ferdinandea, che oggi custodisce e coordina con passione e visione. Il suo percorso, tra musica, lingue, città globali e scelte radicali, riflette un’idea profonda e concreta: riportare la campagna al centro del dibattito sociale, come luogo di produzione sostenibile ma anche di benessere umano.

Serra Ferdinandea, oggi, è tutto questo. Ma soprattutto è un luogo che vibra. Chi ci cammina lo sente: qualcosa cambia nel respiro, nel passo, nella percezione del tempo. Forse è l’energia antica delle rocce, o la memoria sepolta dell’isola che fu. Forse è solo il silenzio, finalmente ascoltato. Ma qui, tra le “serre” siciliane e il profumo del mare, si riscopre un modo diverso di abitare il mondo: più attento, più lento, più vero.

Il nome stesso dell’azienda nasce da una doppia ispirazione. Da un lato l’Isola Ferdinandea, con il suo fascino misterioso, dall’altro le “serre”, termine siciliano che indica le colline a forma di sella che si rincorrono in questa parte dell’entroterra. Risalendo dal mare, infatti, il paesaggio muta e si fa quasi montuoso: le creste si alternano ai prati, e le “serre” disegnano una geografia intima e selvaggia. Un luogo che si lascia scoprire a poco a poco, come una verità antica che continua a parlare nel tempo, sottovoce.

Bianco 2023 – Sicilia DOC

Grillo 50% – Sauvignon Blanc 50%

Qui è dove l’energia solare e salina del Grillo siciliano si unisce al carattere vibrante e aromatico del Sauvignon Blanc, in un abbraccio sorprendente. Il risultato è un vino bianco elegante e generoso, che conquista con profumi intensi e una personalità luminosa.

Un bianco pensato per il presente, ma capace di evolvere nel tempo. Fermentato e affinato in legno e acciaio, accompagna con grazia la tavola mediterranea, dalla cucina di mare ai piatti vegetariani più aromatici.

Viene prodotto seguendo pratiche agricole ispirate alla biodinamica e ai principi del protocollo SOStain®, con rispetto per la vitalità del suolo e la biodiversità. Un vino che parla non solo di territorio, ma anche di cura e visione.

Rosé 2024 – Sicilia DOC

Nero d’Avola 100%

Un rosato che profuma di luce, vento e mare. Serra Ferdinandea lo ottiene da uve Nero d’Avola coltivate a Sambuca di Sicilia, a oltre 400 metri sul livello del mare, seguendo i principi dell’agricoltura biodinamica e del protocollo SOStain®. In vigna si lavora con il ritmo delle stagioni, favorendo la vitalità del suolo attraverso piante spontanee e preparati naturali.

Il colore, elegante e delicato, richiama l’oro rosa. Il vino è fresco e scorrevole, con un carattere mediterraneo che si esprime in tutta la sua autenticità, rendendolo perfetto per chi ama i vini diretti, ma mai banali.

Facile da bere, difficile da dimenticare. Un invito a rallentare e godersi il momento, in compagnia o da soli, davanti a un piatto di pesce o semplicemente al tramonto.

Rosso 2021 – Sicilia DOC

50% Nero d’Avola – 50% Syrah

Un rosso che racconta l’incontro tra mondi diversi, senza perdere il legame con la terra che lo ha generato. Nero d’Avola e Syrah si uniscono in parti uguali, dando vita a un vino profondo ma non pesante, elegante ma non distante. Un equilibrio di carattere e finezza.

Le uve, raccolte a mano nei tempi giusti per ciascuna varietà, provengono da vigneti coltivati su suoli argillosi, secondo i principi dell’agricoltura biodinamica, del protocollo SOStain® e di un rispetto profondo per il paesaggio mediterraneo di Sambuca di Sicilia.

Un vino sincero, che invita al dialogo e alla scoperta. Da condividere con chi sa ascoltare ciò che un vino ha da dire, anche senza usare troppe parole.

Cecilia Carbone presenta Serra Ferdinandea

Scopri di più da La Stanza del vino

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere