La nuova via del Prosecco secondo Serena Wines 1881


C’è un modo nuovo di raccontare il Prosecco, e non passa (solo) per il calice. Parte dal bancone, si muove tra shaker, bitter e infusi d’erbe, approda nei cocktail bar più attenti alla ricerca e finisce nei video tutorial accessibili via QR code. È il mondo della mixology secondo Serena Wines 1881, storica azienda veneta che con un piede ben saldo tra le colline di Conegliano e l’altro nei mercati internazionali, ha deciso di parlare anche un’altra lingua. Più visiva, più dinamica, più aperta alla contaminazione.

Il pretesto è un ricettario – ma non solo. Dentro ci sono idee, visioni e un dialogo tra due mondi che raramente si incontrano in modo così diretto: quello del vino e quello dei cocktail. Protagonista assoluto è il Prosecco, naturalmente, declinato in una serie di ricette originali, che si traducono il 10 cocktail realizzati in collaborazione con il Nudi e Crudi Cocktail Club di Mestre. Non la solita spritz-mania: qui si gioca su profili aromatici più complessi e combinazioni inattese, dal “Negroni Errato” al “Mestrino Fizz”, passando per il “Camoma” e “Capri” e altri ancora. In ogni drink, una bottiglia della linea Serena 1881 come ingrediente identitario, riconoscibile, anche visivamente.

È un cambio di passo per un’azienda da oltre 140 anni nel mondo del vino. Fondata nel 1881 da Pietro Serena, oggi alla quinta generazione con Luca Serena, l’azienda ha saputo trasformarsi da realtà locale a player globale senza perdere il proprio baricentro produttivo a Conegliano. La svolta arriva negli anni Ottanta con l’introduzione del vino in fusto, destinato al canale Ho.re.ca., di cui Serena Wines 1881 è tuttora leader di mercato. Poi, dal 2004, inizia un’espansione internazionale guidata da un approccio diretto ai mercati, soprattutto europei e dell’Est, con una forte accelerazione anche in Asia e Medio Oriente.

Oggi Serena Wines 1881 esporta in oltre 60 paesi, con Germania, Francia e Polonia tra i mercati principali, ma con presenze consolidate anche nel Regno Unito, Scandinavia, Cina e Caucaso. L’export vale oltre il 56% del fatturato, che nel 2024 ha superato i 110 milioni di euro, trainato da una crescita a doppia cifra delle bottiglie da 0,75 l. A impressionare non sono solo i numeri – oltre 425.000 ettolitri prodotti, di cui 150.000 destinati ai fusti – ma la capacità di leggere i tempi e anticiparli.

Questa attitudine si riflette anche nei valori aziendali: attenzione alla filiera, trasparenza, affidabilità logistica e sostenibilità, non come dichiarazione d’intenti ma come prassi documentata. La recente certificazione Equalitas – uno dei più completi standard di sostenibilità nel mondo del vino – racconta un’azienda che ha investito sulla qualità del processo, oltre che del prodotto. Non stupisce quindi che Serena Wines 1881 sia tra le poche grandi realtà italiane a gestione ancora familiare: una continuità che si riflette anche nella struttura interna e nelle relazioni costruite con clienti e partner nel tempo.

Il progetto mixology è parte di una più ampia strategia di rilancio del marchio Serena 1881, nato nel 2021 per celebrare il secolo e mezzo di storia della famiglia. Una linea trasversale, riconoscibile, pensata per raccontare il vino anche attraverso il design: ogni etichetta ha una sua nuance, ogni bottiglia è pensata come oggetto narrativo. Prosecco DOC, DOCG, Rosé, versioni biologiche e ora anche analcoliche: la gamma è ampia, inclusiva, pensata per occasioni diverse ma con la stessa impronta stilistica.

Tenuta Ville d’Arfanta

Accanto a Serena 1881, il portfolio dell’azienda si articola in altri marchi, ciascuno con un’identità ben precisa:

  • Ville d’Arfanta: il volto più sofisticato e paesaggistico dell’azienda. Nasce tra le colline UNESCO di Arfanta di Tarzo, nella DOCG Conegliano Valdobbiadene, e si completa con un progetto di ospitalità rurale curato nei minimi dettagli. Vini di pregio per un pubblico esigente, e uno storytelling che unisce territorio e accoglienza.
  • The Deer: il brand giovane e giocoso, pensato per chi ama vivere in modo disinvolto ma non rinuncia alla qualità. Etichette colorate, nomi ironici, e anche un nuovo spritz “ready to drink” in fusto che ha già conquistato il canale bar.
  • Corte delle Calli: un omaggio dichiarato a Venezia, tra spumanti, frizzanti e fermi che evocano la città d’acqua anche attraverso le etichette, costruite su dettagli grafici ispirati alla laguna.
  • Champagne De Vilmont: l’incursione oltreconfine, nata da una passione di famiglia e oggi ben radicata in catalogo con una gamma raffinata che include anche un Premier Cru.
  • Audace Underwater Wine: il progetto più sperimentale, nato in collaborazione con l’azienda Parovel nel Golfo di Trieste, dove il Prosecco viene affinato in mare a venti metri di profondità. Un’idea fuori dagli schemi, che unisce ricerca e identità territoriale.

Ma se i numeri impressionano, è nella capacità di adattarsi ai tempi che Serena Wines 1881 continua a giocarsi il futuro. Dopo anni di investimenti in impianti, logistica, comunicazione e sponsorship (dall’Imoco Volley a Zhu Ting, fino al basket e all’hockey), oggi l’azienda guarda a un pubblico sempre più globale e curioso. Con una consapevolezza semplice ma concreta:
il vino si beve, certo. Ma prima ancora, si racconta.

Luca Serena presenta Serena Wines 1881

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