Roeno, il curioso caso di Rivoli Pinot Grigio


Il Pinot Grigio è il vino italiano bianco più conosciuto al mondo, ed è cosa particolare visto che le uve sono di origine alloctona. Certo, è anche vero che esattamente la metà della produzione di Pinot Grigio mondiale viene dall’Italia e per essere più precisi l’87% di quella metà arriva da Trentino, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Va anche detto, scoprendo l’acqua calda, che in una produzione così vasta e concentrata soprattutto sull’ export (96%), si possono trovare vini di semplici affiancati a vini di grande pregio. Ogni regione di quelle sopra menzionate può vantare uno o più vignaioli in grado di presentare sul mercato dei fuoriclasse, ma se volessimo identificare una zona particolarmente vocata per la produzione del Pinot grigio questa sarebbe sicuramente la DOC Valdadige Terradeiforti.

Il perché di questo convincimento deriva in primis dal lavoro di zonazione effettuato dall’azienda Roeno per il loro Pinot Grigio Rivoli e last but not least dall’assaggio di diverse annate del vino medesimo.  Il lavoro di studio del territorio è iniziato nel 2000 a Rivoli Veronese, comune ubicato tra Affi e la sede aziendale di Brentino Belluno (Verona), scoprendo nel piccolo anfiteatro morenico di Rivoli la zona con le perfette condizioni geologiche e climatiche per allevare il pinot grigio.  “Dopo aver testato diverse aree vitate – spiega Giuseppe Fugatti, che assieme agli enologi Mirko Maccani e Alessandro Corazzola ha ideato il progetto di zonazione – abbiamo identificato in Rivoli Veronese un vero e proprio cru, vocato alla produzione del pinot grigio. La sinergia tra territorio, vitigno e lungo affinamento ha saputo aggiungere profondità e articolazione a un vino sorprendente, che nel tempo ha raccolto riconoscimenti autorevoli, tra questi il Tre Bicchieri assegnato quest’anno dal Gambero Rosso”.

Cristina Fugatti

La possibilità di testare nel bicchiere le affermazioni di Giuseppe Fugatti si è presentata in una fredda e uggiosa giornata veronese grazie ad una verticale con vista sull’Arena. Degustazione introdotta con dovizia di dettagli dalla famiglia Fugatti presente in loco, ovvero Cristina Fugatti, accompagnata dalla nipote Martina Centa responsabile marketing e comunicazione e dall’enologo Mirko Maccani, assente giustificato Giuseppe Fugatti bloccato a Brentino Belluno dalla prima neve d’inverno.

Il curioso caso di Rivoli Pinot Grigio in verticale

Alcune note su Roeno: A Brentino Belluno, nella località di Belluno Veronese, nasce l’azienda vitivinicola ideata e creata da Rolando Fugatti e dalla moglie Giuliana dal Fior. Roeno da oltre 50 anni racconta la passione e la dedizione per una terra ricca che si staglia tra la provincia di Verona e la provincia autonoma di Trento. Il racconto inizia da un semplice acronimo che unisce la particella “ro”, ispirata al nome del fondatore Rolando, alla parola greca “enos” che rimanda al vino e all’enologia in generale. Una storia che continua grazie all’impegno dei figli Roberta, Cristina e Giuseppe, capaci di abbinare l’enoturismo alla coltivazione della vite e alla vinificazione. Roeno, infatti, racchiude in sé una cantina, un agriturismo e una locanda, luoghi accoglienti dove gli avventori possono degustare piatti della tradizione trentino-veronese in abbinamento a una pregiata carta dei vini.

Oggi, Cantina Roeno si avvale di un eccellente e selezionato team: Giuseppe Fugatti, direttore di produzione; Alessandro Corazzola e Mirko Maccani, enologi della cantina; Roberta Fugatti, accoglienza, e Matilde Peres, responsabile dell’ospitalità; Nonna Giuliana, cuoca della Locanda; Cristina Fugatti, responsabile commerciale, e Luca D’Arcano, sales manager; Martina Centa, responsabile marketing e comunicazione.

E sulla vinificazione del Rivoli Pinot Grigio: le uve Pinot Grigio dopo un’attenta vendemmia manuale, sono prima diraspate e poi poste sulla selezionatrice ottica, strumento che grazie ai visori ottici permette di individuare solo gli acini di primissima qualità. Dopo una delicata diraspatura e pressatura avviene la fermentazione alcolica in acciaio fino al raggiungimento di 7/8 % vol. per poi terminare in tonneau. Segue un affinamento prima di dieci mesi in tonneau di rovere francese e poi di minimo 12 mesi in bottiglia.

Valdadige Terradeiforti Pinot Grigio Rivoli 2020 Roeno tappo a vite

Che bel vino e che finezza. All’olfatto intense note di fiori di campo e frutta a polpa bianca matura con una delicata nota agrumata. Al palato perfetto l’equilibrio tra sapidità e freschezza chiude suadente e slanciato.

Valdadige Terradeiforti Pinot Grigio Rivoli 2020 Roeno tappo Nomacorc

Identico lotto del 2020 con tappo a vite, solo tappatura diversa. È innegabile come i profumi e l’eleganza complessiva siano meno nitidi, naturalmente resta un gran vino.

Valdadige Terradeiforti Pinot Grigio Rivoli 2017 Roeno

Qui i profumi di fiori campo virano sull’essiccazione, al palato è teso e slanciato, vino dal futuro luminoso.

Valdadige Terradeiforti Pinot Grigio Rivoli 2016 Roeno

Il frutto si fa più maturo, si potrebbe dire candito, con una delicata nota di caffè. Il sorso invece è incisivo anche se coerente con i profumi, notevole l’allungo. Un vino in grande forma.

Valdadige Terradeiforti Pinot Grigio Rivoli 2015 Roeno

Eccolo qui, il vino che noi bianchisti vorremmo sempre bere. Otto anni passati a donare lucentezza e splendore. Per i profumi saliamo di complessità, la frutta si è fatta candita, è presente una delicata speziatura. Il sorso è ancora energico e profondo. Un vino che deve ancora svelarsi del tutto e per questo molto intrigante.

Valdadige Terradeiforti Pinot Grigio 2004 Roeno

Per omaggiare l’ultimo Pinot Grigio vinificato da Rolando Fugatti la verticale si chiude con l’annata 2004. Vino dal grande valore storico e simbolico ma giunto a fine corsa, anche se ne permangono i tratti di nobiltà, soprattutto per quanto riguarda la sapidità.

Cristina Fugatti presenta il curioso caso di Rivoli Pinot Grigio di Roeno

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