Nel mondo del vino si sente dire spesso che i vignaioli italiani facciano fatica a fare sistema, a imporsi è sempre il così detto “particulare” di guicciardiniana memoria, ovvero il prevalere dell’interesse del singolo rispetto all’interesse della collettività. Cosa che invece, sempre secondo la vulgata comune, i nostri cugini francesi sanno fare benissimo. Pur essendo una buona base di partenza, non basta aggregare persone e idee perché si riesca a fare squadra, ci vuole una sorta di filo rosso che sia in grado di creare legami veri lasciando da parte l’individualismo, per contribuire in maniera compiuta alla realizzazione di un progetto.

Questa situazione virtuosa, non semplice da realizzare dicevo, si percepisce pienamente realizzata incontrando i produttori che compongono l’Associazione Viticoltori San Donato in Poggio. Nessuna forzatura, nessuna finzione, parlando con loro e assaggiando i vini si avverte in maniera netta che quello dei Viticoltori di San Donato in Poggio è un percorso di sintonia di pensiero che mira, in maniera schietta e sincera, alla crescita comune.

L’Associazione dei Viticoltori di San Donato in Poggio nasce nel 2018 dalla volontà e dalla passione di un gruppo di produttori desiderosi di valorizzare l’identità di questo territorio e diffonderne la conoscenza. A benedire poi definitivamente questa unione ci ha pensato il progetto delle Unita Geografiche Aggiuntive (UGA); infatti, a partire dal 1° luglio 2023, è possibile inserire in etichetta, oltre al simbolo del Gallo nero, anche il nome di San Donato in Poggio, delimitando in maniera ancora più netta il territorio di produzione del Chianti Classico.

Le UGA rappresentano una suddivisione del territorio di produzione del Chianti Classico in zone più ristrette e dotate di maggiore omogeneità. Un frazionamento voluto per rafforzare la comunicazione del binomio vino-territorio, aumentare la qualità in termini di identità e territorialità e consentire al consumatore di conoscere la provenienza delle uve. Sono state dunque individuate e delimitate undici aree all’interno della zona di produzione del Chianti Classico, distinguibili in base a criteri specifici: la riconoscibilità enologica, la storicità, la notorietà e la significatività in termini di volumi prodotti, una di queste, per l’appunto è San Donato in Poggio che comprende l’area all’interno dei confini del comune fiorentino di Barberino Tavarnelle, ovvero il versante più occidentale e di Poggibonsi, che fa parte della provincia di Siena.

Un po’ di storia
L’importanza di San Donato in Poggio è sancita dalla presenza di una strada alternativa a quella romana, già presente in epoca etrusca, che collegava Firenze a Siena e sembra peraltro essere all’origine della nascita del borgo stesso.
Si trattava di una tipica e antica strada di crinale. Varie testimonianze storiche, tra cui l’esistenza nella zona di San Donato in Poggio di “cambiatori”, locande, ospizi per pellegrini e poveri, e di un ospedale, fanno supporre che, precedentemente al XIV secolo, per i collegamenti per Siena, e quindi per Roma, si preferisse la strada di “Sanctus Donatus in Pocis” per la brevità del tragitto e la presenza di un ponte, struttura assai rara all’epoca, in località Sambuca.

La strada di San Donato in Poggio ha probabilmente perso il suo ruolo preminente quando Firenze ha raggiunto l’apogeo del proprio sviluppo economico, imponendo al tragitto della via Francigena la deviazione verso Firenze e privilegiando il percorso San Casciano-Tavarnelle-Barberino, meglio collegati a importanti centri quali Colle Val d’Elsa e San Gimignano.
Le alture tra la Pesa e l’Elsa erano già abitate in epoca etrusca. Lo testimoniano i toponimi, che si possono mettere in relazione con la stratificazione linguistica etrusca: Olena, Poci poi Poggio, Sicelle, Ficaiola poi Filigare, da cui derivano anche i nomi di alcune delle cantine dell’UGA di San Donato in Poggio.

I vini dell’UGA San Donato in Poggio
Il territorio in cui si trovano le aziende dell’Associazione Viticoltori di San Donato in Poggio è ben definito e circoscritto nei confini rispetto al resto della Denominazione: è delimitato a est dalle colline che si elevano, al confine con Castellina in Chianti verso sud, fin oltre i 600 metri, creando un arco in direzione sud-ovest.

Questo “abbraccio” collinare racchiude un territorio dove i venti di maestrale, che giungono dal mar Tirreno attraverso il corridoio naturale del Monte Serra, a nord-ovest, tra Pisa e Lucca, ne influenzano in modo determinante il clima. Rispetto alle vallate interne del Chianti Classico, gli inverni sono infatti più miti e le estati più fresche e ventilate, così in primavera le vigne germogliano abitualmente con un leggero anticipo, mentre le maturazioni tendono a essere più lente e le raccolte tardive. Queste particolari caratteristiche regalano vini di grande finezza ed eleganza, con tannini più morbidi e un’acidità equilibrata.

Nel complesso degli assaggi della batteria di Chianti Classico dell’Associazione Viticoltori San Donato in Poggio, ovvero 17 referenze di Chianti Classico di cui 14 nell’annata 2021, 2 nell’annata 2020 e 1 nell’annata 2019, oltre alla qualità complessiva davvero elevata appare, e non è cosa da poco proprio in virtù della riconoscibilità territoriale dell’UGA, un tratto comune di eleganza, freschezza e spesso una nota sapida a chiudere un finale davvero lungo.

I viticoltori aderenti all’associazione
Fattoria Montecchio
Quercia al Poggio
Poggio al Sole
Isole e Olena
Casa Sola

Castello Di Monsanto
Podere La Cappella
Marchesi Antinori Badia a Passignano
Castello della Paneretta

Le Filigare
Casa Emma
Fattoria la Ripa
Torcilacqua

Il Poggiolino
Fattoria Ormanni
Le Masse
Fattoria Cerbaia
Cinciano

Nicolas Caramelli vicedirettore Tecnico di Fattoria La Ripa presenta l’Associazione Viticoltori San Donato in Poggio

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