Nel settembre 2020 la Val di Cembra è stata iscritta nel Registro dei Paesaggi Storici Rurali d’Italia, un riconoscimento assegnato a quei territori dove l’uomo è riuscito a conservare e valorizzare pratiche agricole e conoscenze tradizionali basate su sistemi complessi, garantendone la gestione e la pianificazione.

Questo è stato fatto anche con l’obiettivo di preservare la diversità bio-culturale. Tale definizione tecnica prende vita agli occhi del visitatore che, percorrendo i tornanti della SS612, si trova come d’incanto di fronte alla meraviglia dei vigneti terrazzati che caratterizzano il paesaggio della Val di Cembra.

La valle si estende su una superficie di 2.243 ettari, di cui il 30% è destinato alla viticoltura terrazzata, le cui origini risalgono alla civiltà dei Reti, più di duemila anni fa.

È però nel Medioevo che l’economia locale inizia a fondarsi sull’attività vitivinicola, grazie al rimodellamento delle pendici montane mediante la costruzione di muretti a secco. I vigneti terrazzati della Val di Cembra, coltivati con il tradizionale sistema a pergola trentina, sono uno dei simboli della viticoltura eroica italiana.

Questo patrimonio rurale e culturale, che ha mantenuto intatta la sua integrità e bellezza, rappresenta un potente antidoto al turismo di massa. Alex Giuzio, nei suoi saggi Critica del turismo (Edizioni Grifo), definisce il turismo di massa una vera e propria “industria pesante ed estrattiva”, paragonabile alle estrazioni petrolifere o alle acciaierie.

Secondo l’autore, tale turismo può essere un disastro ecologico e sociale, capace di distruggere gli ambienti che lo sostengono (spiagge, montagne, città storiche) e generare disuguaglianze sociali ed economiche (precariato, sfruttamento dei lavoratori, sottrazione di abitazioni per uso residenziale e invivibilità dei centri urbani).

In una sorta di fil rouge che lega tutto si inserisce il convegno di apertura I paesaggi del vino: la Val di Cembra, le Langhe e l’Etna – Storie di terre di vino a confronto tra UNESCO e PRIS, che ha inaugurato la seconda edizione di Dolo-Vini-Miti, una manifestazione dedicata ai vini della Val di Cembra. La tavola rotonda, oltre ad affrontare il tema istituzionale, ha evidenziato un legame più profondo tra i tre territori, accomunati da problematiche e sfide simili.

Recentemente, infatti, Carlin Petrini ha lanciato un allarme sulle Langhe, ormai diventate un luogo esclusivo, con terreni dai prezzi esorbitanti che attirano solo grandi investitori, minacciando così la coesione delle comunità locali. Per quanto riguarda l’Etna, si discute spesso del rischio di diventare una moda passeggera, con investimenti in aree non sempre adatte alla coltivazione della vite.

Alla luce di queste riflessioni, la Val di Cembra, un autentico paradiso incontaminato, deve certamente ambire a riconoscimenti prestigiosi come il Globally Important Agricultural Heritage Systems (GIAHS) della FAO, ma senza compromettere la propria integrità. È fondamentale promuovere il territorio e attrarre investimenti sostenibili, evitando sia il turismo tossico che quei predatori in cerca di vigneti per farne moda o peggio speculazione.

Felice intuizione, in questo senso, ed è l’esempio perfetto di come si possano unire turismo sostenibile e enogastronomia, è la Wine Trekking Gourmet, percorso di 5 chilometri a tappe tra baiti della Val di Cembra intervallati dalla degustazione di piatti realizzati da un gruppo di chef della Val di Fiemme, abbinati ai vini del territorio: bollicine di montagna, Müller Thurgau, e Pinot Nero su tutti.

L’edizione 2024 ha visto la presenza degli chef stellati: Alessandro Gilmozzi, che ha curato l’antipasto a base di tartare di salmerino e croccante di pasta, crema di lattuga e maionesi vegetali e di Alessandro Bellingeri, che ha realizzato un piatto di gnocchetti alle ortiche, ziegerle e carbonara di scaolgni.

Per poi passare a Tommaso Bellante con la sua purea di zucca, spalla di manzo stufata e cavolo cappuccio al mirtillo mentre a chiudere con il dessert di Luca Caviola e la sua frittella alle vinacce con mele, garnette e crema pasticcera alla grappa. Tutto questo passeggiando per il meraviglioso giardino terrazzato della Val di Cembra colorato d’autunno.
I vigneti terrazzati della Val di Cembra

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