Carema recupera un vigneto: nasce il Vigneto Merum, prima vendemmia nel 2028


A Carema il recupero della viticoltura passa anche dalla restituzione alla vigna di piccoli appezzamenti che il tempo e l’abbandono avevano sottratto al paesaggio. L’ultimo progetto realizzato dalla Cantina Produttori Nebbiolo di Carema riguarda il nuovo Vigneto Merum, un terreno di circa 600 metri quadrati tornato a vivere grazie al sostegno di Merum Club e al lavoro della cooperativa piemontese.

Il progetto racconta una dimensione particolarmente significativa della viticoltura caremese: qui recuperare un vigneto non significa soltanto rimettere a dimora delle viti, ma ricostruire un sistema agricolo fatto di terrazzamenti, muretti a secco e pergole, mantenendo leggibile l’architettura che nei secoli ha modellato le pendici della montagna.

default

Il Vigneto Merum nasce dalla collaborazione tra la Cantina Produttori Nebbiolo di Carema e Merum Club, associazione che dal 2020 sostiene progetti orientati alla sostenibilità sociale, economica e ambientale in agricoltura.

L’intervento ha previsto un investimento di 30.000 euro, destinato all’acquisto dei terreni e al loro recupero. Il primo lavoro è stato quello di liberare l’area dalla vegetazione che aveva progressivamente riconquistato il vigneto abbandonato. Sono stati quindi ripristinati i muretti a secco in pietra che sostengono i terrazzamenti e ricostruite le caratteristiche pergole caremesi utilizzando il legno di castagno.

A completare il recupero sono arrivate le nuove barbatelle di nebbiolo, destinate a entrare progressivamente nel paesaggio e nella produzione della Cantina.

Le viti hanno oggi tre anni e bisognerà attendere il 2028 per la prima vendemmia. Il risultato del progetto, quindi, non si misura ancora in bottiglie, ma nella possibilità di restituire continuità a un luogo e a una forma di viticoltura che rischierebbero altrimenti di scomparire.

Il Vigneto Merum si inserisce in un lavoro più ampio portato avanti dalla Cantina Produttori Nebbiolo di Carema per recuperare terreni abbandonati e mantenere vivo il patrimonio viticolo locale.

Fondata nel 1960, la Cantina rappresenta il principale punto di riferimento della viticoltura caremese e oggi gestisce circa 15 ettari di vigneto, distribuiti tra i 300 e i 450 metri di altitudine.

Il paesaggio che circonda Carema è il risultato di un’opera agricola che ha richiesto generazioni di lavoro. I vigneti si sviluppano su terrazzamenti sostenuti da muri in pietra, mentre le viti vengono allevate sulle alte pergole caremesi, sostenute da pilastri e strutture in legno di castagno.

Una conformazione che rende la viticoltura locale particolarmente impegnativa, ma che costituisce anche uno degli elementi più riconoscibili dell’identità di Carema.

In questo contesto il recupero di 600 metri quadrati può sembrare un intervento di dimensioni limitate. Il suo valore, però, va oltre la superficie interessata: ogni vigneto recuperato contribuisce infatti a mantenere integro un paesaggio costruito nel tempo e a rendere nuovamente produttivi terreni che erano usciti dal ciclo agricolo.

La specificità di Carema non riguarda soltanto la forma dei vigneti. L’altitudine, le temperature relativamente basse e le importanti escursioni termiche contribuiscono a definire il profilo del Nebbiolo coltivato in quest’area.

Rispetto alle espressioni più potenti e strutturate che questa varietà può assumere in altri territori piemontesi, il Nebbiolo di Carema si distingue per una maggiore finezza, freschezza e capacità di giocare sulla componente aromatica e sulla tensione del sorso.

Sono caratteristiche che rendono particolarmente interessante questo piccolo territorio all’interno del panorama del Nebbiolo piemontese e che negli ultimi anni hanno attirato una crescente attenzione anche da parte di una nuova generazione di produttori.

Il recupero dei vigneti assume così una doppia funzione: conservare un paesaggio agricolo e creare le condizioni perché quella stessa viticoltura possa continuare a produrre vino.

Il Vigneto Merum è stato inaugurato alla presenza dei soci e dei rappresentanti della Cantina Produttori Nebbiolo di Carema e della delegazione di Merum Club guidata dal presidente Thierry Origer e dai presidenti onorari Rudolf Grüninger e Andreas März.

L’inaugurazione rappresenta però soltanto l’inizio di un percorso destinato a svilupparsi nei prossimi anni. Sarà il tempo della vigna a dare la misura definitiva dell’intervento, quando le giovani piante raggiungeranno la maturità necessaria per affrontare la prima vendemmia.

Il 2028 sarà quindi una data importante per il Vigneto Merum. Quel raccolto porterà in cantina non soltanto le uve di un nuovo piccolo appezzamento, ma il risultato concreto di un’operazione di recupero che mette insieme investimento, lavoro agricolo e tutela del paesaggio.

A Carema il futuro della viticoltura passa anche da qui: dalla capacità di riportare la vite dove un tempo era stata coltivata e di mantenere produttivi quei terrazzamenti che hanno dato forma, per generazioni, al volto della montagna.

Carema restores a vineyard: the Merum Vineyard will see its first harvest in 2028

In Carema, the revival of local viticulture is also taking place through the restoration of small plots that had gradually been abandoned and reclaimed by vegetation. The latest project undertaken by Cantina Produttori Nebbiolo di Carema is the new Merum Vineyard, a plot of around 600 square metres brought back to life thanks to the support of Merum Club and the work of the Piedmontese cooperative winery.

The project highlights a particularly significant aspect of viticulture in Carema: restoring a vineyard here does not simply mean planting new vines, but rebuilding an agricultural landscape made up of terraces, dry-stone walls and traditional pergolas, preserving the distinctive architecture that has shaped the mountain slopes over the centuries.

A small vineyard, a territorial project

The Merum Vineyard was created through a collaboration between Cantina Produttori Nebbiolo di Carema and Merum Club, an association that since 2020 has supported projects focused on social, economic and environmental sustainability in agriculture.

The project involved an investment of €30,000, used to purchase the land and restore it. The first step was to clear the area of vegetation that had gradually taken over the abandoned vineyard. The dry-stone walls supporting the terraces were then restored, while the traditional Carema pergolas were rebuilt using chestnut wood.

The restoration was completed with the planting of new Nebbiolo vines, which will gradually become part of both the landscape and the winery’s production.

The vines are now three years old and the first harvest is expected in 2028. The success of the project, therefore, cannot yet be measured in bottles, but in the opportunity to restore continuity to a place and a form of viticulture that might otherwise disappear.

The viticulture that shaped Carema

The Merum Vineyard is part of a broader effort by Cantina Produttori Nebbiolo di Carema to recover abandoned land and preserve the local wine-growing heritage.

Founded in 1960, the winery is the leading reference point for viticulture in Carema and currently manages around 15 hectares of vineyards, located between 300 and 450 metres above sea level.

The landscape surrounding Carema is the result of generations of agricultural work. The vineyards are planted on terraces supported by dry-stone walls, while the vines are trained on the tall traditional Carema pergolas, supported by pillars and chestnut-wood structures.

This system makes viticulture particularly demanding, but it is also one of the most distinctive elements of Carema’s identity.

In this context, the restoration of 600 square metres may appear to be a small-scale intervention. Its significance, however, goes well beyond the size of the plot: every vineyard brought back into cultivation helps preserve a landscape built over generations and returns land that had left the agricultural cycle to productive use.

Nebbiolo di Carema and its distinctive environment

The uniqueness of Carema is not only a matter of vineyard architecture. Its altitude, relatively cool temperatures and significant diurnal temperature variations all contribute to shaping the profile of Nebbiolo grown in this area.

Compared with the more powerful and structured expressions that the variety can produce in other parts of Piedmont, Nebbiolo di Carema is distinguished by its finesse, freshness and ability to combine aromatic character with a vibrant palate.

These qualities make this small territory particularly interesting within the Piedmontese Nebbiolo landscape and have attracted growing attention in recent years, including from a new generation of producers.

The restoration of vineyards therefore serves a dual purpose: preserving an agricultural landscape while creating the conditions for the same viticultural heritage to continue producing wine.

From restoration to the first harvest

The Merum Vineyard was officially inaugurated in the presence of members and representatives of Cantina Produttori Nebbiolo di Carema, together with a delegation from Merum Club led by President Thierry Origer and Honorary Presidents Rudolf Grüninger and Andreas März.

The inauguration, however, marks only the beginning of a process that will unfold over the coming years. Ultimately, it will be the vines themselves that determine the true outcome of the project, once the young plants reach the maturity required for their first harvest.

2028 will therefore be an important date for the Merum Vineyard. That harvest will bring to the winery not only grapes from a newly restored small plot, but also the tangible result of an initiative combining investment, agricultural work and landscape preservation.

In Carema, the future of viticulture also depends on this: the ability to bring vines back to land where they were once cultivated and to keep productive the terraces that have shaped the face of the mountain for generations.

Scopri di più da La Stanza del vino

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere