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Il vino non conosce cattive intenzioni

In un tempo in cui il vino viene spesso raccontato come problema, rischio, eccesso, Baglio di Pianetto compie un gesto controcorrente: non promuove una bottiglia, ma un’idea.Lo fa con una campagna che non è un invito all’acquisto, non ha listini, non ha punteggi. Ha invece una frase-manifesto che suona come una dichiarazione di senso prima…
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Il Pinot Meunier senza complessi: lo Champagne Extra Brut “Naturellement” di Maison Cazé-Thibaut

Nel mondo dello Champagne esiste e resiste ostinatamente un riflesso condizionato che porta a pensare che per produrlo esistano uve di serie A e uve di consolazione. E che il Pinot Meunier appartenga, senza appello, alla seconda categoria. Un’idea curiosa, se non apertamente ridicola, soprattutto oggi che il racconto del vino dovrebbe aver imparato a…
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Dalla Piana al mondo: il nuovo racconto del Teroldego

Ci sono vini che nascono da un luogo, e altri che sono un luogo. Il Teroldego Rotaliano appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Parlare di questo vitigno significa parlare della Piana Rotaliana, di una trama di suoli e di storie che si confondono fino a diventare un’unica identità. In pochissimi altri casi nel mondo il…
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Fior d’Arancio Secco: l’eleganza spontanea dei Colli Euganei

Il bello del Fior d’Arancio Secco è che è diventato un vino moderno senza accorgersene. Non ha inseguito mode né mutato natura: semplicemente, i vignaioli euganei hanno continuato a fare il loro vino come sempre. Ed è il mondo, oggi, ad aver raggiunto quel modo di bere — più leggero, gastronomico, immediato. Se un tempo…
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Schioppettino di Prepotto: la rinascita di un’identità friulana

E pensare che lo Schioppettino, oggi simbolo di eleganza e territorialità, un tempo era un vino proibito. Fino alla metà degli anni Settanta piantarne una barbatella equivaleva a commettere un reato, come se si trattasse di un vitigno clandestino, di quelli che crescono ai margini della legge e della memoria. Eppure, proprio in quegli anni…
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Oslavia: il colore della Ribolla e della memoria

Qualcuno dice che la moda degli orange wine sia finita. Ma a Oslavia la macerazione non è mai stata una moda. Qui, tra le colline che guardano Gorizia e Nova Gorica, l’uva si è sempre lasciata il tempo di parlare attraverso le bucce: per necessità, per tradizione, per convinzione profonda.È forse l’unico luogo in Italia…
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Vigne, mare e memoria: il viaggio di Tullum

Nell’antica Roma la vita era un equilibrio continuo tra negotium e otium: da un lato il vortice delle faccende pubbliche, dei commerci, delle guerre e della politica; dall’altro il bisogno di ritirarsi in luoghi appartati, dove il tempo poteva scorrere più lento, tra il mare e i vigneti. Proprio lungo queste coste d’Abruzzo, a Tollo,…
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Casentino segreto: Poggiotondo tra arte, vino e natura

Ho conosciuto Lorenzo Massart, proprietario di Poggiotondo, al Vinitaly di molti anni fa. Non fu soltanto il vino a sorprendermi, ma l’uomo che lo raccontava. Rimasi folgorato dal suo Vinsanto del Chianti Collefresco, che allora – come oggi – continua ad essere uno dei più buoni mai prodotti in Toscana, quindi nel mondo. Ma rimasi…


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